L’emangioma infantile, un tumore benigno ad  eziopatogenesi multifattoriale, ha una prevalenza nella popolazione pediatrica del 3-10%. Si tratta di una proliferazione clonale di cellule endoteliali alla cui base vi possono essere varie cause, fra cui  soprattutto l’ipossia. L’emangioma è talvolta presente alla nascita ma più frequentemente si rende evidente nelle prime settimane di vita; nei primi 5-6 mesi l’emangioma va incontro  a proliferazione, cui generalmente segue una fase di stabilizzazione e poi di regressione che si completa col passare degli anni. Alcune localizzazioni richiedono un approccio multispecialistico. Gli emangiomi a rischio per la vita del paziente (ad esempio, sottoglottico), quelli responsabili di danni funzionali (labbro, perioculari e ghiandola mammaria) o danni estetici permanenti (naso, labbra, orecchie) richiedono monitoraggio molto stretto per avviare un trattamento precoce e prevenire complicanze gravi. Il trattamento degli emangiomi è necessario solo in circa il 10-15% dei casi. A quest’ultimo riguardo,  il propranololo rappresenta il farmaco di prima scelta. E’  un antagonista beta adrenergico non selettivo  che sembra agire attraverso un’azione vasocostrittrice, un’azione di inibizione del VEGF ed un effetto a lungo termine dovuto all’induzione di apoptosi cellulare. Le controindicazioni al propranololo sono l’asma, l’ipotensione, una malattia vascolare periferica, alcune patologie cardiache, l'ipoglicemia ed il feocromocitoma.
Il propranololo, in commercio in Italia da alcuni mesi e concedibile mediante piano terapeutico, va utilizzato ad un dosaggio di 2-3 mg/kg/die per circa 6 mesi. Il farmaco è ben tollerato; tuttavia, tenuto conto dei potenziali effetti collaterali, è necessario un attento monitoraggio cardiovascolare e della glicemia prima e durante la somministrazione.

Autore / Fonte: Prof. Domenico Bonamonte

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